Da molto tempo ormai il Chianti è sinonimo di vacanze per molti stranieri, tra i quali anche i cittadini britannici, innamorati di questo magnifico territorio. Moltissimi sono infatti gli inglesi celebri che di qui sono passati, o che hanno persino preso casa tra le verdi colline sdraiate tra Siena e Firenze.
Tra questi l’ex Primo Ministro Tony Blair, che lo scelse per uno dei suoi ritiri estivi alla fine degli anni ’90, ma anche i famosi musicisti Sting e Bryan Ferry.
L’amore dei britannici per il Chianti viene però da lontano, in particolare sin dal 1890, quando lo scrittore Arthur Conan Doyle decise di citare questo territorio in uno dei suoi libri.
Ne “Il segno dei quattro” (“The Sign of the Four”), il secondo romanzo con protagonista l’icona della letteratura Sherlock Holmes, l’autore cita infatti il Chianti in un breve brano.
Holmes e Watson, in compagnia di Mary Morstan (cliente di Holmes che poi diventerà la moglie di Watson), si recano a casa di un certo Thaddeus, per farsi raccontare la storia del tesoro di Agra, intorno al quale ruota tutta la vicenda. Thaddeus si rivolge così alla signorina Morstan: “May I offer you a glass of Chianti, Miss Morstan?” (Posso offrirle un bicchiere di Chianti, signorina Morstan?).





