La storia di Greve in Chianti è legata alla sua caratteristica piazza principale, sin dall’epoca medievale adibita a mercatale. All’epoca il piccolo borgo era alle dipendenze del castello di Montefioralle ma, proprio grazie alla sua posizione strategica tra Firenze e Siena, divenne il principale mercatale dell’intera area. La piazza triangolare è per la maggior parte circondata da portici, mentre al centro si trova una statua dello scultore Romeo Pazzini, che raffigura il celebre esploratore Giovanni da Verrazzano, nato propio a Greve, e ricordato soprattutto per aver esplorato le coste nord orientali del continente americano, scoprendo il territorio dove oggi sorge la città di New York.
Durante la Seconda guerra mondiale, Greve risultò essere uno dei comuni toscani destinati all’internamento per ebrei stranieri e dissidenti politici. Qui infatti soggiornarono a domicilio coatto almeno sette persone: due famiglie slave e un ebreo greco, tale Vittorio Giuseppe Nacamulli. Durante l’occupazione tedesca e quella della RSI, nel dicemre del ’43, nel corso di un rastrellamento compiuto dalla Banda Carità vicino alla frazione di San Michele, fu arrestato Goffredo Passigli, noto imprenditore ebreo fiorentino assieme ai figli. Deportati, saranno tra le vittime di Auschwitz. Greve fu liberata il 24 luglio 1944.
Greve aggiunse la denominazione in Chianti solo nel 1977, con il suo ingresso nella sottozona Classico del Chianti. Il paese è oggi una meta di grande attrazione turistica, sia per le sue bellezze architettoniche e artistiche, che per la sua storia.






