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Flora e fauna del Chianti: un’esperienza tra profumi e bellezza

Il territorio del Chianti può riservare grandi soddisfazioni anche dal punto di vista botanico o faunistico.

Il territorio del Chianti offre ai suoi visitatori molteplici ricchezze, dall’arte alla cultura, dall’enogastronomia al paesaggio, ma può riservare grandi soddisfazioni anche dal punto di vista botanico o faunistico.

I terreni, formati principalmente da alberese, da galestro e da arenaria, sono bagnati da numerosi corsi d’acqua, rendendo la zona molto verde. Circa il cinquanta per cento del Chianti è infatti boschivo, caratterizzato dalla presenza imperiosa e longeva di querce, castagni, cerri, abeti e carpini neri, ma anche di pini marittimi e roverelle, là dove il Chianti volge lo sguardo verso sud – ovest, o di salici, ontani e pioppi nei fondovalle.

I sottoboschi di felci, eriche, ginepri e ginestre nascondono numerosissimi fiori, i quali si spingono in alcuni casi sino ai bordi del bosco, come la rosa canina, il ciclamino, la viola mammola, i fiordalisi, i papaveri, la carota, l’aglio o il finocchio selvatici e numerose varietà di orchidea.

Re del paesaggio è senz’altro il cipresso, caratteristico elemento che disegna l’orizzonte delle colline chiantigiane. Alti e slanciati, i cipressi corrono lungo le strade bianche assolate. Per anni questa cupressacea è stata vittima di un fungo, il seiridium cardinale, ma ora, grazie all’intervento della manipolazione genetica, il cipresso può resistere tranquillamente a questo parassita.

Caratteristica imprescindibile del territorio è la coltivazione numerosa di vite. i neri sangioveto e canaiolo ed i bianchi trebbiano e malvasia sono quelli che si utilizzano per il famoso vino Chianti Classico, tra i cui filari cresce spontaneamente il giaggiolo (iris), che donerebbe al celebre vino il suo sapore inconfondibile. Oltre alla vite gran parte delle terre coltivate è affidata all’ulivo, in netta ripresa dopo una imperiosa gelata nel 1985, che ne compromise la diffusione.

Questa grande ricchezza va ovviamente a creare l’habitat perfetto per numerosissime specie, come lepri, scoiattoli, faine, volpi, caprioli e daini, oltre all’iconico cinghiale, o uccelli come fagiani, cornacchie, upupa, picchi, rapaci come lo sparviero, l’allocco, la civetta, il barbagianni, il gufo e la poiana, non sempre facili da scorgere, ma dei quali molto spesso possiamo udirne i richiami notturni.

Le ricchezze del Chianti non smettono mai di stupire, esplodendo in mille colori diversi ad ogni primavera, lungo tutta l’estate e fino all’autunno inoltrato, per un’esperienza tra profumi e bellezza.

 

 

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